Arte Marziale

La nostra vita è relazione.

La nostra vita è una relazione continua con altri esseri umani, con gli animali, l’ambiente, una relazione con gli elementi della natura, il mare, i deserti, le montagne.

Ogni nostra azione produce, dopo un breve o lungo intervallo di tempo, i suoi effetti. Proprio come da ogni seme piantato ed annaffiato con cura irrompe con forza un giorno un maestoso albero e, dai suoi rami, i fiori e i frutti.

Ogni evento con cui entriamo in contatto viene influenzato dal nostro modo di pensare, dalle nostre parole, dai gesti manifesti o sottesi, dalla nostra rabbia, dalla gioia – ogni segreta vibrazione delle cellule del nostro corpo, che sia o meno riconosciuta, entra nell’immenso dispiegarsi del processo creativo. Da qui nasce l’armonia o la disarmonia delle nostre vite, da qui l’immenso dolore del pianeta, da qui le guerre, le calamità, il conflitto tra le razze e quello interpersonale. E mai come nella relazione con l’altro noi abbiamo un risposta di “dove” siamo.

Arte marziale è allora percorrere, attraverso il corpo e i suoi gesti, questo cammino all’interno della propria interiorità – una via di chiarezza, una via di consapevolezza.

Le tecniche marziali non vengono finalizzate al percorso agonistico e quindi non sono inquinate da quella tipica tensione umana che ci spinge di continuo a competere, a cercare, ad affannarci – a barattare la bellezza della Via percorsa per l’estasi presunta della meta.

A noi piace percorrere, non arrivare.

La verità di queste tecniche non è misurata quindi dallo “scontro”, ma dall’incontro con l’altro, con la sua storia, la sua sofferenza, la sua fragilità – che è poi anche la nostra sofferenza, quel percepirsi separati, confinati.

Allora non è fondamentale vincere sull’altro, ma esserci, scoprirsi grazie all’altro.

Conoscersi, approdare ad una dimensione di maggiore serenità, di maggiore chiarezza – per cogliere anche un fuggevole barlume del Reale.