Discipline

Seguire una disciplina non è operare un sforzo fine a se stesso, votarsi al sacrificio, cercare un’inutile sofferenza, come comunemente si crede.

Sicuramente l’opposto della disciplina è aspettare con le braccia conserte che la vita ci venga portata dall’esterno: i nostri genitori, una relazione amorosa, un guru o Dio stesso.

Abbiamo davvero solo la possibilità di scegliere tra il sacrificio e la stagnazione?

La vita è qui, davanti ai nostri occhi, ci sfiora ma non la vediamo.

Seguire una disciplina è allora accettare questa nostra cecità, prima di tutto. Avere l’umiltà necessaria ad accettare questa frattura tra noi e il presente, tra il reale e quella dimensione irreale che è la nostra esistenza – pensata, voluta, sperata.

E poi muovere all’azione.

Perché per conoscere qualcosa bisogna esser disposti ad imparare, a mettersi in gioco, a scivolare su un piano molto concreto, tangibile, per dar forma al pensiero più sottile. Sì, perché non si può avere una disciplina, così come oggi abbiamo le nostre case, l’auto, il partner, persino i figli o la fede.

Non è una questione di avere – un oggetto in più, una conoscenza in più, una forma in più.

E’ questione di essere quella disciplina, di diventare interamente quella pratica, quella disponibilità ad apprendere. Seguire una disciplina, allora, non è abbracciare la pesantezza, ma la profondità. E’ scegliere consapevolmente e con ferma volontà la dimensione profonda della vita, dicendo così addio a quell’eterno fluttuare sulla superficie della propria esistenza.

La nostre discipline: yoga del profondo, naturopatia, meditazione, arte marziale, voce e suono.