Un Approccio Olistico

Nella nostra vita, paure, esperienze dolorose, tensioni, bisogni inappagati hanno l’effetto di bloccare il flusso dell’energia dentro di noi. Di conseguenza si manifestano dei sintomi chiamati da noi “malattia”, disarmonie che innescano nuova tensione e ci catapultano all’interno di un interminabile processo di lotta che ci vede diventare oggetto di un conflitto estenuante.

Noi che combattiamo noi stessi.

In realtà queste disfunzioni, questi eventi per noi traumatici sono soltanto il campanello d’allarme usato dal nostro corpo per segnalare che qualcosa non va nel nostro modo di alimentarci, di pensare, di parlare, di affrontare la vita. E’ qui che sorge il desiderio di essere aiutati.

Per la maggior parte di noi diviene allora importante farsi condurre in un percorso di guarigione dal proprio medico di fiducia. Ma alcuni, magari contestualmente all’aiuto medico, sentono il bisogno di guardare oltre il semplice succedersi meccanico degli eventi, oltre la spiegazione meramente logica degli stessi. Questi individui sentono che alla guarigione completa del corpo non si può accedere se non attraverso la comprensione profonda delle proprie dinamiche relazionali, del modo di portarsi agli altri, dell’espressione e della percezione che essi hanno di sé.

Siamo esseri complessi, estremamente complessi.

Le nostre scienze che anelano ad essere “esatte”, si perdono nei meandri di questa complessità umana – anatomica, fisiopatologica, psicologica, ecc. – perdendo l’insieme dell’ ”accadimento uomo”, del miracolo chiamato uomo.

Da qui nasce il bisogno di tornare ad una visione di insieme che non dipenda dalle nozioni acquisite, dalla conoscenza meramente tecnico-scientifica, ma dalla capacità della persona di rapportarsi alla vita, alla propria, a quella degli altri – la capacità di mettersi in gioco, il coraggio di vedere. Perché per cogliere l’umano bisogna averne attraversato gli abissi.

Per capire la sofferenza, si deve aver riconosciuto e attraversato la propria.

Di questa visione sintetica, allora, la guarigione ne è l’esito naturale.